Come pulire i mobili e la cucina al tempo del Corona Virus (Covid 19)



A causa della grave emergenza sanitaria che interessa ormai l’intero pianeta relativa alla diffusione del Corona Virus, ci sono giunte numerose richieste di chiarimenti a proposito delle migliore metodologie da utilizzare nell’igienizzazione dell’ambiente domestico e dei mobili in particolare. Abbiamo quindi stilato una serie di consigli che speriamo possano essere utili a chi intende tenere sufficientemente pulito il proprio ambiente domestico, senza correre il rischio di danneggiare i propri mobili e la proprie suppellettili.

Contaminazione ambientale e personale

Come è ormai risaputo, pur essendo il Covid 19 un virus di cui è stata scoperta l’esistenza solo molto recentemente, è stato appurato che la sua diffusione avviene nella stragrande maggioranza dei casi per via personale; particolarmente imputate alla contaminazione fra persone sono le particelle di liquido che escono dalla bocca e dal naso delle persone infette. Il nuovo Coronavirus è infatti un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il “contatto stretto” con una persona contagiata. La via primaria sono appunto le  goccioline (dette anche “droplet”) del respiro delle persone infette, che possono essere trasmesse tramite la saliva e tutte quelle parti del corpo adatta a trasportarle, come le mani.

Pulizia top cucina ai tempi del CovidIn quanto alla contaminazione ambientale domestica, quello che è stato appurato a livello scientifico è relativo alla durata della capacità infettante del Virus che può rimanere depositato sulle varie tipologie di superfici che possono trovarsi in una casa. Questi studi, come vedremo, hanno appurato una maggiore resistenza del Virus su alcuni materiali ed una minore su altri.

Riportano numerosi ed autorevoli siti medici, che per poter svolgere degli specifici test, alcuni studiosi hanno applicato una certa quantità di virus (cosa possibile grazie al suo isolamento in laboratorio) su quattro tipologie diverse di superfici: rame, cartone, acciaio inossidabile e plastica. Sono stati poi condotti successivi test, i quali sono stati svolti, non a caso, a “temperatura ambiente” (cioè a 21-23°C) e con umidità relativa del 40%, in modo da riprodurre il più possibile le caratteristiche dell’ambiente domestico.  Ciò che è emerso da tali esperimenti è che il Corona Virus resiste non più i quattro ore sul rame, diminuisce la carica infettante dopo cinque sul cartone, per sparire dopo 24. Sulla plastica dopo sette ore perde di forza, ma scompare solo dopo 72, mentre sull’acciaio sparisce del tutto dopo ben 48 ore. Il rischio, quindi, diminuisce notevolmente al passare delle ore, ma non si annulla se non dopo qualche giorno, pur se, lo ribadiamo, il virus rimane con una carica virale via via sempre più irrisoria. Ciò suggerisce dunque che una corretta pulizia e un adeguata igiene diventano comunque basilari per combattere la diffusione dell’epidemia. Se è vero infatti che il virus può sopravvivere anche qualche giorno in casa, è vero altresì che lo sporco, creando una sorta di pellicola, fa da barriera protettiva a virus e batteri: il grasso della sporcizia (quindi anche quella che troviamo per strada e portiamo involontariamente in casa) crea dunque l’ambiente ideale per i virus, compreso quello denominato Sars-Cov2. Per fortuna in realtà è molto improbabile che si calpestino droplets infetti di qualcuno che ha tossito o starnutito per strada e che poi si tocchi con le mani la suola delle scarpe per poi mettersi le stesse nel naso o in bocca. Più facile è che una situazione del genere avvenga in casa, come abbiamo detto, toccando superfici come maniglie, piano di appoggio, pulsanti degli interruttori, toccati magari poco prima da qualcuno che sta trasportando il virus involontariamente perché appena rientrato dall’esterno. Per questo la prima forma di prevenzione domestica resta il ridurre più possibile le uscite e operare un’igiene accurata delle mani e una corretta pulizia generale degli ambienti, specie quando si rientra.

Pulizia camera da letto ai tempi del CovidCome disinfettare i mobili

Partiamo innanzitutto da due concetti fondamentali: il primo riguarda la possibile contaminazione domestica, per il quale è necessario ribadire ancora una volta il principio secondo cui, durante un epidemia del genere, conta mille volte di più restare in quarantena, rispettare al massimo le norme di distanziamento sociale e utilizzare all’esterno tutti i dispositivi i protezione personale ritenuti necessari, di quanto possa contare in fondo l’igiene domestica. Il secondo, riguarda un aspetto un po’ più psicologico, che si può semplificare ribadendo che (qualora ce ne fosse davvero bisogno) la nostra casa non è un ospedale e, a meno di non avere in famiglia una persona infetta (cosa che cambia completamente l’approccio alla questione), la pulizia domestica non deve diventare un assillo, ma deve semplicemente seguire quelle che sono delle opportune regole di comportamento da tenersi giustamente in questi frangenti.

Cominciamo per prima cosa con l’esaminare come il virus può penetrare nelle nostre case, in modo da capire meglio come combatterlo e sconfiggerlo in ambito famigliare. Come noto, in Italia non è stata previsto dalle normative d’emergenza, un lockdown (ovvero “confinamento”) totale come è avvenuto nella città di Wuhan in Cina, bensì parziale. Ciò significa che, nonostante gli inviti a restare a casa che ci giungono da ogni parte, ognuno di noi ha in verità la possibilità di uscire, dunque di incontrare il virus, ogni qual volta si reca a far la spesa, a fare una visita medica indispensabile o a portare a spasso il cane. Questo suggerisce ovviamente che ci sono degli ambienti che possono sicuramente risultare più esposti al rischio di deposito dell’ospite indesiderato su alcune delle loro superfici. Il primo è sicuramente l’ingresso, al quale, per questo motivo, è necessario porre più attenzione che ad altri locali. A questo scopo è utilissimo analizzare preventivamente quali sono i movimenti che si fanno ogni qualvolta che si entra in casa in modo da agire di conseguenza con la pulizia di questo ambiente. Del resto, sono tanti i posti che tocchiamo continuamente con le mani, magari senza nemmeno farci troppo caso, ogni qual volta che rientriamo nel nostro appartamento. Pensate ad esempio a come si utilizzano gli interruttori della luce, la chiave del portone di ingresso, la sua maniglia e tutto quando ci è indispensabile manovrare con le mani quando facciamo ingresso in casa. Se ad esempio si è abituati a entrare in casa dopo essersi tolti i guanti e si utilizza un armadietto per riporvi gli abiti, la prima cosa da tenere d’occhio è senza dubbio la maniglia o la chiave di quell’armadio provvedendo alla sua pulizia con alcol o altri disinfettanti di cui dopo parleremo.

Se si è abituati a riporre gli abiti e le scarpe con cui si esce all’interno di un mobile in legno, anche questo dovrà dunque essere igienizzato nella maniera più opportuna. E abbiamo pensato a dove è più opportuno depositare la mascherina e i guanti utilizzati al supermercato, appena si è varcato la porta d’ingresso? Forse è opportuno pensarci e predisporre dei contenitori dove può essere comodo e poco “invasivo” riporre questi importanti dispositivi e tali contenitori dovranno a quel punto essere costruiti con materiali che siano facili da pulire e da disinfettare una volta ogni tanto. Come abbiamo visto all’inizio, infatti, la capacità infettante di un virus, dipende molto dal materiale su cui esso si deposita, ma per nostra fortuna i materiali su cui esso resiste più a lungo, sono anche quelli che sono più facili da pulire e ciò dovrebbe invogliarci notevolmente a farlo. Le maniglie dei mobili, ad esempio, sono quasi sempre in metallo, quindi possono tranquillamente essere pulite con alcol etilico, magari leggermente diluito, in modo da non danneggiare la vernice se si tratta di una maniglia che correda un mobile in legno. Pulizia salotto ai tempi del CovidQuando abbiamo a che fare con il legno dei mobili infatti, quasi mai dobbiamo fare i conti con del legno allo “stato naturale”, bensì a manufatti che, avendo subito un procedimento protettivo tramite delle vernici, possono solitamente essere danneggiate con l’alcol. In questo caso è più opportuno, ad esempio, optare per una soluzione contenente candeggina concentrata in acqua in percentuali che vanno da un minimo dello 0,1% fino ad un massimo dello 0,5%, oppure usare del semplice sapone diluito in acqua. La candeggina è “sodio ipoclorito” ed ha cioè in pratica, la stessa composizione che hanno prodotti disinfettanti come ad esempio l’Amuchina o altri similari. Questo tipo di disinfettanti possono quindi essere utilizzati “puri” solo quando si hanno da pulire superfici molto resistenti come il metallo o la plastica, ma vanno diluiti se si utilizzano per la pulizia di materiali più delicati come è appunto il legno.

Stabilito questo primo “approccio” alla casa, continuiamo a far mente locale immaginando i nostri movimenti, ad esempio, al ritorno da far la spesa. Una volta riposti gli abiti e tolte le scarpe in ingresso, dove appoggiamo le nostre buste come di prodotti? Su di un tavolo ? Oppure su di un mobile? Qualsiasi sia la superficie su cui siamo abituati ad posare i sacchetti quando torniamo dal supermercato o dal negozio sotto casa, l’importante è che, dopo averne rimosso il contenuto, si proceda ad una attenta pulizia dal luogo utilizzato al fine di eliminare ogni possibile rischio. A questo scopo è opportuno utilizzare delle superfici che siano facili da pulire e che ci permettano di essere disinfettate con rapidità senza dover necessariamente provvedere a diluizioni. L’ideale è ad esempio il laminato, che è uno dei materiali più utilizzato attualmente per la produzione di mobili, ma che esiste in numerose varianti le quali sono più o meno resistenti ai disinfettanti più potenti a seconda della loro qualità. La Melamina semplice (anche detta Melaminico) è, per esempio, il laminato con il rivestimento in resina più sottile che esiste in commercio. Essendo costruita sovrapponendo solo pochi strati di carta decorativa impregnata in resine “melaminiche” (da cui il suo nome) che ricopre un pannello in truciolare, essa può essere più soggetta a danneggiarsi se trattata frequentemente con disinfettanti aggressivi come l’alcol, l’acqua ossigenata o la candeggina. Il laminato più spesso e resistente, come quello utilizzato nelle cucine, invece, non presenta nessun problema in questo senso, tant’è vero che può essere pulito con qualsiasi disinfettante che si trovi in commercio.

Un discorso a parte lo merita il cosiddetto “laccato” che è un tipo di materiale che può avere sotto alla sua superficie sia laminato che legno. In questo caso infatti si parla di mobili rifiniti con una vernice coprente, detta appunto “lacca”, la quale può essere prodotta sia a base di acqua, sia a base di solvente. In entrambi i casi si tratta di finiture molto delicate che non sono compatibili con le sostanze che abbiamo citato prima come particolarmente efficaci come disinfettanti contro il corona Virus, per questo motivo, così come si fa per le nostre mani, è opportuno lavare tali mobili soltanto con acqua e sapone neutro in modo da non rischiare di danneggiarne la superficie, oppure, solo in casi eccezionali, operare una disinfezione diluendo opportunamente un disinfettante a base di acqua ossigenata.

Pulizia superficie divano ai tempi del CovidE per quanto riguarda i nostri divani e i nostri letti tessili? Beh se essi sono rivestiti in pelle o eco-pelle si può procedere con un lavaggio tramite una soluzione contenente cloro, usando prodotti come l’Amuchina e la candeggina diluite in acqua in modo da ottenere una concentrazione non di molto superiore allo 0,1 %. In questo tipo di pulizia occorre procedere bagnando un panno con la soluzione disinfettante e poi passarlo sulle superfici, specie le più soggette al contatto con le mani e la testa, facendo molta attenzione che durante il trattamento non rimangano tracce di colore del pellame sul panno che si sta utilizzando. Alcuni tipi di pellami e di pelli ecologiche, infatti, risultano più sensibili di altri all’uso di disinfettanti aggressivi e possono essere per questo lavati soltanto con l’uso di sapone neutro diluito in acqua.

Nel caso degli imbottiti rivestiti in tessuto il discorso è un po’ differente e richiederebbe più che altro un approccio del problema da aversi “a priori” che preveda ad esempio l’utilizzo di teli o copri-divani, in modo che si possa provvedere spesso e con facilità al loro lavaggio in lavatrice. In ogni caso, se si vuol procedere alla disinfezione di un imbottito in tessuto, la cosa migliore e più rapida da fare è sfoderarlo e porlo in lavatrice -sempre se il tessuto ed il modello dell’imbottito prevedono questa possibilità- magari con l’aggiunta in vaschetta di prodotti disinfettanti specifici per questo uso, come il Napisan o altri simili che si trovano in commercio. Se non è invece possibile sfoderare l’imbottito, o non si intende farlo, può risultare molto comodo utilizzare gli apparecchi elettrici ad emissione di vapore (come ad esempio il famoso “Vaporetto della ditta Polti) e procedere allo stesso trattamento pulente e disinfettante che può essere fatto anche sui tessuti dei tendaggi e le tappezzerie presenti in casa. Ciò è possibile in quanto, come è ormai noto, i Virus hanno una resistenza alle alte temperature davvero irrisoria.

Pulizie in cucina.

Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, si presume però che essi debbano comunque essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando per quanto possibile il contatto con il virus.

In cucina, sono principalmente presenti materiali quali il legno, la plastica, il metallo in genere e l’acciaio inox in particolare.

Abbiamo già visto che come molti altri virus, anche il CoronaVirus ha una scarsa capacità di resistere agli agenti disinfettanti più comuni per pulire le superfici. E’ sufficiente ad esempio una soluzione contenente tra il 60 e il 70 per cento di etanolo (alcol etilico) per inattivare il CoronaVirus, oppure l’impiego di una soluzione di acqua ossigenata allo 0,5 per cento o di candeggina (sodio ipoclorito) allo 0,1 per cento per ottenere lo stesso identico risultato. Del resto se è sufficiente lavarsi spesso le mani è chiaro quanto questo piccolo e pericoloso “ospite” sia in realtà poco resistente a certi tipi di attenzioni. Dal punto di vista economico è bene chiarire che per prevenire il contagio le superfici di casa possono essere pulite con pochissima spesa usando della comune candeggina diluita in acqua in base alla percentuale di cloro dichiarata nell’etichetta. Pulizia cucina ai tempi del CovidCiò significa in pratica che, se la percentuale di cloro sull’etichetta della confezione di candeggina acquistata è dell’1%, “ogni litro di candeggina può essere diluito in 2 litri di acqua, se è del 3% con 6 litri di acqua, se è del 4% in 8 litri di acqua, se del 5% in 10 litri di acqua”. Queste concentrazioni pari allo 0,5% di cloro sono, come abbiamo già visto infatti, più che sufficienti ad uccidere il virus. Circa questo aspetto è bene fare un’ulteriore precisazione: è del tutto inutile, nonché molto molto pericoloso, miscelare la candeggina con altri liquidi che non siano acqua. Come la maggior parte delle sostanze chimiche ad uso domestico non è infatti possibile, oltre che anti-economico. miscelare la candeggina con altri prodotti, al fine di potenziarne l’effetto disinfettante. Il rischio sarebbe quello di ottenerne una sostanza capace di emettere dei effluvi odorosi molto potenti e pericolosissimi per la salute.

In cucina però sono presenti in grandissima quantità materiali, come la plastica e l’acciaio inox, in cui il virus mantiene la sua carica contagiante particolarmente a lungo. Per questo motivo durante un epidemia sono necessarie una cura e cadenza inusuali nella disinfezione di un locale così frequentato come è la cucina della case attuali.

Per la pulizia del laminato dei piani di lavoro e delle ante, può essere utilizzato qualsiasi tipo di detergente disinfettante, anche se è sempre obbligatorio utilizzarlo diluito quanto basta da non danneggiare la superficie in nessun modo, senza pregiudicare la carica disinfettante di cui si ha bisogno. Gli stessi prodotti disinfettanti possono essere usati, stavolta con più tranquillità, anche sull’acciaio inox e sugli altri metalli non verniciati, con una maggiore però sull’uso dei prodotti a base di cloro, come la candeggina, che possono deteriorare le superfici in acciaio inox quando utilizzati puri. Sui metalli verniciati o comunque “trattati” in qualche modo, come ad esempio il metallo “Corten” o quelli lavorati con trattamenti galvanici, come l’ottone, occorre procedere con una disinfezione che preveda l’uso di una soluzione diluita a base disinfettante, solo dopo averne provato gli eventuali effetti sulle parti non visibili. L’alluminio, anche in versione “anodizzata”, non ha problemi di disinfezione e può essere tranquillamente pulito con tutti i comuni disinfettanti esistenti in commercio (sempre se opportunamente diluiti), senza dover arrivare a utilizzare prodotti molto aggressivi come gli acidi o le sostanze estremamente basiche.  Circa alcuni manufatti in alluminio, come ad esempio, i tanti modelli di maniglie per mobili e tanti tipi di strutture per tavoli e sedie che possono trovarsi in un arredo moderno, occorre però porre un’ulteriore attenzione: ci sono infatti in commercio particolari elementi in metallo che, Come pulire la casa ai tempi del Covidpur sembrando realizzati in alluminio, sono in realtà costruiti in ferro o ottone (e anche in molte altre leghe più “povere”), successivamente trattati o verniciati in modo da apparire fatti in alluminio. In questo caso si tratta di prodotti molto delicati che necessitano di essere puliti e disinfettati solo usando una soluzione di acqua calda e sapone, oppure un disinfettante molto diluito. A questo scopo è sempre opportuno verificare la materia che si sta trattando, procedendo con l’effettuare prima una prova di pulizia, magari in un angolo non visibile del manufatto.

In ambito di disinfezione delle cucine, un discorso a parte lo meritano quelli che sono i piani di lavoro e quindi i “top” che sono utilizzati per rivestire le superfici superiori dei mobili “base” e che per questo motivo sono da tenere particolarmente sotto controllo dal punto di vista dell’igiene. Di materiali per costruire i top da cucina ce ne sono molti tipi e tutti hanno caratteristiche proprie e diverse da quelle di tutti gli altri. Della pulizia dei piani di appoggio in laminato e di acciaio inossidabile abbiamo già parlato e quindi evitiamo di soffermarsi a disquisirne ulteriormente. E’ giusto però prendere in considerazione anche tutti gli altri materiali che vengono di solito utilizzati per costruire i piani di lavoro da cucina.

Cominciamo ad esaminare i cosiddetti “top tecnici” per poi passare a quelli in pietra o materiali naturali. Per l’Hpl, anche detto piano in laminato stratificato, vigono più o meno le stesse regole che abbiamo visto per il laminato “normale” da cucina, quello cioè con base in truciolare. Anche in questo caso è sufficiente provvedere alla diluizione di un po’ di candeggina, di alcol o acqua ossigenata e procedere col passare con un panno la soluzione su ogni parte del piano per poi risciacquare ed asciugare con cura in modo da evitare che rimangano residue umidi facilmente attaccabili dai batteri.

Per i piani in Ceramica, attualmente molto in voga grazie alle loro eccezionali caratteristiche tecniche, è molto utile ed economico procedere per la disinfezione con la comune acqua ossigenata (al 5, al 6 o al 7%). In questo caso basta mettetela in uno spruzzino diluendola in acqua calda quel tanto che basta per raggiungere una concentrazione di prodotto che vada dall0 0,5 al 1 % e, lavare il piano usando lo spruzzino anche su piastrelle, su fughe e angoli difficili. Avvicinandosi alla soluzione appena distribuita in questa fase sarà possibile udire un lieve sfrigolio, ciò sta a significare che l’acqua sta emettendo l’ossigeno necessario a disinfettare per bene. Se si evidenzia la formazione di schiuma bianca vuol dire che la zona che si sta pulendo è molto sporca e che il residuo organico presente sta venendo eliminato. Un buon risciacquo con acqua calda pulita ed un panno ben disinfettato, ed una accurata asciugatura potranno alla fine completare perfettamente l’opera.

Oltre a rimuovere lo sporco dai piani in ceramica, dalle fughe e dalle piastrelle, questo tipo di soluzione è molto efficace anche per disinfettare i sanitari, i taglieri di legno o di plastica e tutte quelle suppellettili di uso comune che “popolano” la nostra cucina e che magari non è possibile lavare in lavastoviglie.

I piani in quarzo necessitano di una cura un tantino maggiore quando si parla di disinfezione. La sostanza chimica di cui sono composti ( in parte contenente resina aggregante ed in parte materiale inerte) è infatti molto sensibile ad alcuni prodotti troppo acidi o troppo basici e per questo motivo sarebbe opportuno procedere alla loro disinfezione esclusivamente effettuando un lavaggio con acqua molto calda e sapone, oppure utilizzando un apparecchio elettrico a vapore. Qualora si voglia però comunque procedere con una disinfezione di tipo “chimico” si può utilizzare anche in questo caso acqua ossigenata o varechina opportunamente diluite in acqua calda (dallo 0,5% al 1% massimo per l’acqua ossigenata e dal 0,1 allo 0,5 % massimo per la candeggina) oppure utilizzare dell’alcol diluito fino ad ottenere una soluzione concentrata fino al 60/70%. Per quest’ultimo prodotto è però necessaria un’altra accortezza. L’alcol etilico esistente in commercio infatti viene addizionato per ragioni di sicurezza con un colorante rosa, al fine di non poterlo confondere con altri liquidi. Come pulire la cucina ai tempi del CovidQuesto colorante è molto potente e anche se utilizzato in versione ulteriormente diluita, potrebbe creare dei leggeri aloni sui piani in quarzo bianchi o comunque su quelli molto chiari. In questi casi è dunque sempre opportuno utilizzare l’alcol etilico bianco che si può acquistare presso i negozi specializzati. Su i piani in quarzo molto scuri questo tipo di attenzione va fatta quando si utilizza un prodotto a base di cloro, come la varechina o l’Amuchina. Questi prodotti, nascono infatti come detersivi sbiancanti e se non si usano con molta attenzione, diluendoli in maniera adeguata, possono creare degli irremovibili aloni sui piano in quarzo neri come su tutti gli altri di colore molto scuro. Anche in questo caso il nostro consiglio è quello quindi di utilizzare acqua molto calda e sapone.

Gli stessi principi indicati per i piani in quarzo possono dirsi adatti anche alla pulizia di piani in marmo e granito. In questo caso però, a meno che non si sia provveduto ad effettuare sui piani in questione un trattamento idrorepellente, bisogna tener presente che questi materiali “naturali” hanno di per se un’assorbenza ed una porosità pressoché doppia, rispetto a quelli sintetici come il quarzo. A ciò consegue che anche l’uso di disinfettanti su questo tipo di materiali deve essere accompagnato da un’adeguata attenzione.

In verità quando parliamo di marmo e di granito, pur essendo entrambi due pietre naturali, stiamo parlando di due tipologie abbastanza differenti di materiale. Il marmo, ad esempio, è una pietra meno compatta del granito, quindi più porosa e di conseguenza più soggetta a macchiarsi nei colori molto chiari e molto scuri. Il Granito invece è un materiale più consistente e per questo è meno soggetto ad essere penetrato dai liquidi. Entrambi sono costituiti per la maggior parte di materiale calcareo e per questo possono essere dunque disinfettati con l’alcol (che non danneggia il calcio), ma solo se diluito nella quantità di acqua più opportuna. Con il granito occorre fare meno attenzione, in quanto la sua compattezza lo rende anche molto resistente superficialmente, con il marmo invece, occorre una maggiore attenzione nell’igiene in quanto ci sono alcune sostanze che lo possono danneggiare. Quando stiamo pulendo per esempio un marmo molto scuro, bisogna fare attenzione a non utilizzare candeggina ad alta concentrazione perché potrebbe creare aloni. Quando si sta pulendo invece un marmo molto chiaro, come il Marmo Bianco di Carrara, bisogna invece tenere presente che la candeggina molto pura tende a farlo ingiallire, mentre l’alcol etilico colorato non diluito potrebbe creare delle zone tendenti al colore rosa nei punti dove vi viene distribuito il disinfettante alcolico.

A questo punto non ci resta che riassumere in maniera sintetica come può essere disinfettato ogni materiale di cui può essere composto un arredamento.

Quali prodotti usare per pulire la casa CovidCome disinfettare le superfici dei mobili e delle cucine

Legno verniciato: procedere con attenzione preferendo un lavaggio fatto con poca acqua calda e sapone neutro. In zone molto soggette alla contaminazione di può utilizzare una soluzione di candeggina diluita in acqua ad un concentrazione dello 0,1/0,2 %. Dopo di che risciacquare con acqua e asciugare con panno in micro-fibra.

Metallo non trattato: In caso si tratti di alluminio si può disinfettare utilizzando qualsiasi prodotto posto in commercio a questo scopo, facendo però attenzione a non danneggiare gli altri materiali vicini al particolare che si intende pulire. Nel caso ad esempio, delle maniglie in alluminio o acciaio di una cucina, è più consigliabile utilizzare l’alcol piuttosto che gli altri disinfettanti, ma si deve aver cura di non imbrattare con il panno bagnato il materiale su cui è applicata la maniglia stessa. Dopo di che occorre risciacquare con acqua e asciugare con panno in micro-fibra.

Metallo trattato o verniciato: La pulizia e la disinfezione di queste superfici richiede una attenta cura perché si tratta di manufatti molto delicati e soggetti a danneggiarsi a contatto con le sostanze chimiche più aggressive. Si consigli dunque un lavaggio degli elementi metallici con acqua calda e sapone, oppure una disinfezione effettuata con alcol diluito al 60/70% oppure acqua ossigenata diluita allo 0,5%. Alla fine della pulizia occorre sciacquare facendo attenzione a non danneggiare gli altri materiali vicini ed asciugare con cura.

Laccato: Che si stia cercando di pulire un mobile realizzato in legno laccato oppure in laminato laccato, bisogna sempre tener presente che stiamo operando su di un materiale molto delicato che non sopporta di essere trattato con sostanze chimiche aggressive. Il nostro consiglio è quello di pulire queste superfici con acqua e sapone e, solo se estremamente necessario procedere con l’uso di disinfettanti diluiti nelle concentrazioni minime. Dopo di che bisogna risciacquare con acqua e asciugare con panno in micro-fibra.

Laminato: Per pulire e disinfettare al meglio il piano cucina in laminato, è sufficiente utilizzare uno qualsiasi dei prodotti appositi esistenti in commercio e diluirli nella maniera più adeguata, quindi bisogna sciacquare ed asciugare il piano assicurandosi che non ci siano colature di acqua lungo i bordi. Pur essendo il laminato un materiale molto resistente alle sostanze chimiche vanno sempre evitate sostanze aggressive pure abrasivi come solventi, ammoniaca, acqua ossigenata e candeggina. Rischi di decolorazioni possono essere provocati da queste sostanze sui materiali di qualità non eccellente, quindi è sempre necessario diluire i disinfettanti in maniera adeguata a non ridurne il loro potere.

Quali prodotti usare per pulire la casa CovidPiani in Okite o quarzo: Su questi piani possono essere utilizzati tutti i prodotti per la pulizia e la disinfezione delle superfici dure. Vi consigliamo però di utilizzare sempre prodotti opportunamente diluiti in modo da evitare eventuali aloni e decolorazioni. Normalmente i prodotti molto scuri e molto chiari sono più suscettibili a variazione con l’uso di prodotti troppo aggressivi ed è quindi necessaria una maggiore cura per mantenere il piano pulito; Ad esempio evitando di utilizzare alcol colorato sui piani bianchi o la candeggina troppo concentrata su quelli molto scuri.

Piani in marmo o granito: Per una pulizia profonda di top in marmo e granito basta sciogliere del sapone di Marsiglia in acqua, ed insaponare il piano. Sciacquare poi con acqua pulita con un panno in micro-fibra ed infine asciugare con della carta da cucina. Se si vuole aumentare l’efficacia della disinfezione bisogna preparare una soluzione di acqua con dell’alcool (meglio se bianco) diluito fino al 60/70%  e poi utilizzare un panno per distribuire il prodotto su tutta la superficie. Dopo di che si può procedere con il risciacquo, per poi concludere l’operazione con  l’asciugatura strofinando con cura tutta la superficie per rimuovere ogni alone.

Piani e suppellettili in acciaio inox: L’acciaio inossidabile è presente in ogni casa, particolarmente nell’ambiente cucina, per questo motivo è bene, per una buona igiene, non dimenticare di disinfettare le superfici più usate per cucinare, come quelle della zona cottura e della zona lavaggio, con una soluzione di acqua e alcol. In alternativa si può usare una soluzione a base di acqua ossigenata diluita, utilizzando una spugnetta morbida e pulita, avendo cura di provvedere ad un buon risciacquo ed ad una adeguata asciugatura con un panno morbido pulito di cotone. Non dimentichiamo che l’acciaio inossidabile è uno dei materiali su cui il Corona Virus resta attivo più a lungo !

Piani e suppellettili in ceramica: La ceramica è un’altro di quei materiali che è facilissimo disinfettare con qualsiasi tipo di prodotto. Un sistema consigliabile ed economico è quello di provvedere alla preparazione di una miscela composta per lo 0,5% da varechina  e per il restante da semplice acqua pulita. Usare l’alcool per pulire le superfici in ceramica può essere un’altra ottima mossa in casa, poiché l’etanolo rappresenta un ottimo alleato contro Virus, germi e batteri. Sia da puro che dopo averlo diluito con l’acqua, è possibile usare l’alcool per detergere piani, piastrelle e pavimenti in ceramica in quanto non lascia aloni e si asciuga rapidamente.

Vetro: Si possono disinfettare le superfici di vetro in un modo semplicissimo e  molto economico, lavandole bene con una soluzione di acqua e Amuchina ( 20 ml di disinfettante per 1 litro di acqua) che potrà essere spruzzata con un apposito applicatore prima di distribuirla con un panno ed asciugarla accuratamente con della carta da cucina. Un altro metodo più che collaudato è anche quello che prevede l’uso di alcol etilico: con questo tipo di materiale però non è necessario diluire il disinfettante, a meno che non si desideri salvaguardare dei materiali che si trovano vicini al vetro, come ad esempio le cornici in legno o le rifiniture in ottone.

Tessuti e tappezzeria: A parte i disinfettanti spray reperibili in commercio, di cui si conosce però le proprietà solo contro la diffusione dei batteri e non dei virus, il metodo più sicuro per la disinfezione dei tessuti rimane il lavaggio in lavatrice. Qualora però non si possa o non si voglia procedere in tal senso (come ad esempio nel caso dei letti imbottiti e dei divani e le poltrone non sfoderabili, può essere molto di aiuto l’uso di apparecchi elettrici a vapore che, con la loro alta temperatura, sono sicuramente in grado si eliminare ogni traccia di Virus da ogni superficie in tessuto.

Pelle e cuoio: Procedere con un lavaggio accurato tramite una soluzione contenente cloro, usando prodotti come l’Amuchina e la candeggina diluite in acqua in modo da ottenere una concentrazione non di molto superiore allo 0,1 %. In questo tipo di pulizia occorre procedere con attenzione bagnando moderatamente un panno con la soluzione disinfettante e poi passarlo sulle superfici che al termine andranno sciacquate con un panno pulito ed asciugate molto accuratamente.

Abbiamo cercato con questi pochi consigli si dare qualche risposta alle numerose domande che in questo momento così complesso albergano in molti di noi in fatto di igiene e di pulizie domestiche. E’ solo un piccolo contributo dei nostri negozi La Casa Moderna per affrontare un’emergenza che deve vedere la collaborazione di tutti. Ognuno per la mansione che più gli è congeniale.

 


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